Le reunion, autunno 2021 Lo ammetto, può sembrare una scelta un po' anomala, ma uno dei luoghi che amo di più scoprire durante i miei viaggi sono i cimiteri. Per me rappresentano uno specchio autentico e profondo della cultura e della società locale. La morte ovviamente è un mistero per tutti gli esseri umani in tutte le parti della terra, ma è interessante osservare come venga declinata e vissuta in maniera completamente diversa da popolo a popolo. Visitare un camposanto è un tentativo di capire meglio questo questo approccio della gente del posto. In questo momento mi trovo all'Isola della Riunione. È un luogo particolare, neei tropici dell'oceano Indiano, dove il clima è sempre temperato, la flora esplode rigogliosa in ogni angolo e il mare è una presenza costante, un orizzonte blu che ti accompagna ovunque. I l cimitero del posto riflette esattamente tutto questo. Varcando il cancello in ferro battuto aperto verso il mare e passeggiando tra le picc...
Piramide del Sole, Teotihuacán, Messico - Estate 2025 Davnti a me c'è un fiume di persone che sale e scende senza sosta. È un incrocio continuo di magliette colorate, zaini e cappelli che si muovono su questa scalinata infinita. Mentre sono lì, però, sento la voglia di fare qualcosa di diverso dalla solita foto ricordo. La classica immagine della piramide intera mi sembra un po’ banale, un’immagine che abbiamo già visto mille volte e che non racconta davvero quanto sia vivo questo posto. Decido allora di concentrarmi sul dettaglio e di cercare il lato grafico di questo luogo storico. Trasforno la folla in una specie di disegno: le persone non sono più solo turisti, ma diventano macchie di colore e forme che si ripetono. C'è qualcosa di paradossale in questa immagine. Queste scale, in origine, non erano state costruite perché tutti potessero salirci. Anzi, al popolo era assolutamente vietato: solo i grandi sacerdoti potevano percorrere questi gradini. Per tutti gli altri, la ...
Tunisia, dicembre 2025 Osservo le pareti scanalate di questa casa troglodita scavata nelle montagne del deserto tunisino. Nonostante l'ambiente sia chiaramente allestito per accogliere noi turisti, la composizione che mi trovo davanti ha un equilibrio curioso e inusuale. C'è la bambina della famiglia che ci riceve. Resta in disparte, silenziosa e rispettosa. Mi guarda con una curiosità composta, tipica di chi vede passare volti nuovi ogni giorno ma continua a farsi domande su chi siano queste persone che arrivano da così lontano. Sulla parete, il bianco della calce fa risaltare due pesci verdi dipinti: sono simboli di prosperità e buona fortuna, un augurio che qui si trova spesso sugli usci delle case. Poco sopra, una piccola radio nera con le manopole e l'antenna allungata sembra sorvegliare la scena. È un oggetto semplice, quasi fuori dal tempo, che però completa perfettamente questo angolo di mondo scavato nella terra.