• Architettura jazz tra pietre e cielo •
Tunisia del sud, gennaio 2026 Camminando per il borgo berbero di Beni Barka, la prima sensazione che mi investe è quella di un affascinante abbandono. Tutto intorno a me sembra in disordine, diroccato, oserei dire sgarrupato . Le case sembrano aggrapparsi l'una all'altra senza un piano preciso, figlie di un tempo che ha eroso gli spigoli e confuso le linee. Poi, però, mi soffermo in questo angolo specifico e capisco che devo cambiare prospettiva. Guardo questa facciata e cerco invano una logica razionale. Non c'è alcuna regolarità, nessuna concordanza architetonica, nessun allineamento prevedibile. Sembra un edificio costruito in maniera quasi casuale, un mattone dopo l'altro, seguendo l'istinto del momento. Le aperture sono un campionario di forme libere: alcune sono alte e strette , feritoie verso lAttraverso un’apertura rettangolare vedo mura interne accese dal sole , vibranti di luce calda; poco più sotto, un arco conduce al buio profondo di una stanza in omb...