• Architettura jazz tra pietre e cielo •

 

Rovine a Beni Barka: facciata in pietra rossa con aperture irregolari e disallineate che mostrano muri soleggiati, zone d'ombra e la luna nel cielo, evocando un'architettura spontanea

Tunisia del sud, gennaio 2026

Camminando per il borgo berbero di Beni Barka, la prima sensazione che mi investe è quella di un affascinante abbandono. Tutto intorno a me sembra in disordine, diroccato, oserei dire sgarrupato. Le case sembrano aggrapparsi l'una all'altra senza un piano preciso, figlie di un tempo che ha eroso gli spigoli e confuso le linee.

Poi, però, mi soffermo in questo angolo specifico e capisco che devo cambiare prospettiva.

Guardo questa facciata e cerco invano una logica razionale. Non c'è alcuna regolarità, nessuna concordanza architetonica, nessun allineamento prevedibile. Sembra un edificio costruito in maniera quasi casuale, un mattone dopo l'altro, seguendo l'istinto del momento. Le aperture sono un campionario di forme libere: alcune sono alte e strette, feritoie verso lAttraverso un’apertura rettangolare vedo mura interne accese dal sole, vibranti di luce calda; poco più sotto, un arco conduce al buio profondo di una stanza in ombra. E lassù, incorniciata in una finestra che sembra messa lì per sbaglio, ecco spuntare la luna nel cielo terso.essa lì per sbaglio, ecco spuntare la luna nel cielo terso.

Eppure, più lo osservo, più il caos si calma. 

Improvvisamente tutto ha senso. Nel suo complesso, questo disordine appare incredibilmente armonioso. È come ascoltare un pezzo di musica jazz: note che sembrano slegate, ritmi sincopati, improvvisazione pura che, alla fine, crea una melodia perfetta, impossibile da replicare, ma magnifica da osservare.


Commenti

Post popolari in questo blog

• Automobili •

• Il selfie •

• Un haiku •

• Il soprammobile •