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Visualizzazione dei post con l'etichetta natura

• Fotografare l’esperienza, non solo il luogo •

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  Islanda, estate 2019 La tentazione, in viaggio, è spesso quella di scattare una foto “pulita”, priva di turisti, come se il luogo potesse esistere in uno stato di natura incontaminato, sospeso nel tempo. Una visione idealizzata, quasi da cartolina. Ma questo desiderio di purezza visiva rischia di diventare un'estremizzazione: ci si avvicina alla fotografia naturalistica professionale, quella che richiede tempo, pazienza, attrezzature e spesso l’esclusione volontaria dell’elemento umano. La fotografia di viaggio, invece, racconta un’esperienza vissuta. E in quell’esperienza il turista — l’altro ma anche noi stessi — è parte integrante del paesaggio. Fotografarlo non è un errore, ma un atto narrativo. Come in questa immagine: il vapore avvolge tutto, le sagome diventano evanescenti, quasi spettrali. Il confine tra soggetto e sfondo si dissolve. Il risultato è un’immagine dove l’elemento umano non disturba, ma anzi amplifica la magia del luogo. C’è movimento, atmosfera, trasp...

• Il selfie •

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  Yellowstone Park, agosto 2022 Due foto dello stesso luogo, il Grand Prismatic Spring, da due punti di vista differenti, con risultati completamente diversi. Dal basso, camminando sulle passerelle in legno che ci permettono di girare intorno a questa incredibile sorgente termale, percepiamo tutta la sua imponenza e il mistero dei vapori che si sollevano dalla superficie. L'acqua ci appare di un colore quasi surreale, con sfumature che vanno dall'azzurro intenso al rosso e all'arancione, dovute alla presenza di batteri termofili. La vicinanza a questa meraviglia naturale ci affascina e non resistiamo alla tentazione di scattare qualche foto, magari con il vapore sullo sfondo. Il cielo limpido e le montagne in lontananza fanno da cornice a un paesaggio quasi irreale. Lungo la passerella, ci muoviamo tra i vapori, ci fermiamo ad ammirare la pozza, alcuni di noi scattano immagini, altri semplicemente si lasciano catturare dalla bellezza del luogo. L’acqua poco profonda che cir...

• Bella foto o bel posto? •

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  Mongolia luglio 2024 Continuando a raccontare il mio ultimo viaggio, immortalo una vista del lago Hoton, situato alle coordinate 48.62891, 88.36065, per la curiosità di chi legge. La scena si presenta promettente, con tutti gli elementi per una foto di impatto: un paesaggio alpino incantevole con un'acqua perfettamente liscia che riflette il cielo e le montagne circostanti. Cerco di massimizzare la simmetria dell'immagine, sia verticalmente che orizzontalmente, bilanciando le linee morbide e curve nella parte inferiore con le forme angolose della parte superiore. Nonostante la bellezza del luogo, la foto non mi soddisfa completamente. Mancano elementi umani o tracce di presenza umana, che avrebbero potuto aggiungere profondità emotiva e un legame personale all'immagine. Inoltre, l'assenza di un elemento informativo specifico fa sì che l'immagine potrebbe essere scambiata per innumerevoli altri luoghi simili nel mondo, privandola così di quel carattere distintivo c...

• Rorschach in una corteccia •

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Parco del Ticino, febbraio 2018 Le macchie di Rorschach sono strumenti affascinanti. Dovrebbero servire a decifrare l'inconscio, a far emergere emozioni nascoste facendo leva su memorie recondite che, quasi per magia, affiorano quando cerchiamo di dare un senso a forme apparentemente casuali. Parallelamente, sono convinto che una delle doti essenziali di un buon fotografo sia la capacità di guardarsi continuamente attorno. Non parlo solo di cercare nuovi orizzonti, ma di osservare con occhi nuovi i posti che crediamo di conoscere a memoria. Spesso tendiamo a guardare avanti, fissi verso la meta, dimenticando di prestare attenzione a ciò che sta dietro, ai fianchi, in alto o in basso. Proprio l'altro giorno passeggio lungo un sentiero vicino al Ticino. È una strada che ho percorso migliaia di volte, la conosco come le mie tasche, tanto da non aspettarmi più alcuna sorpresa fotografica. Eppure, improvvisamente, qualcosa alla mia sinistra cattura la coda del mio occhio. È ...

• Biodiversità •

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Novembre 2015, Parco Chicaque, Colombia La Colombia, pur rappresentando solo l'1% del pianeta, possiede il 10% della biodiversità terrestre a livello di specie. A un'occhiata superficiale ciò non appare tanto evidente: il bosco di questo del Parco Naturale di Chicaque non sembra molto diverso dai nostri in Italia, anzi tutto sommato non è particolarmente spettacolare.   Dalle nostre parti abbiamo sicuramente panorami, alberi e soprattutto fiori molto più appariscenti e colorati; però, un paio di giorni di lente camminate in questo ambiente, spesso sotto la pioggia, consentono di vedere meglio i dettagli. La biodiversità la vedi nelle foglie, nei germogli, nei rampicanti che devono essere osservati da vicino per scoprire che sono tutti diversi uno dall'altro. Non ho fatto foto d'insieme in quanto spesso un bosco intricato non rende bene in un'immagine bidimensionale e a maggior ragione in questo sovraccarico di vegetali tutti diversi che nascono e cres...

• Periferia di spiaggia italiana •

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Marina di Chieuti, tra Molise e Puglia, 14 agosto 2015 Siamo abituati a vederla nei documentari tipo National Geographic volteggiare leggiadra nel blu di mari tropicaei isole con nomi esotici a dispetto della goffaggine sulla terraferma.  Simbolo di longevità e saggezza nell'immaginario cinematografico, è uno degli animali che è meno cambiato nell'evoluzione del nostro pianeta. Ed eccola qui, sotto i miei occhi, morta e rinsecchita dal sole e dal tempo, dopo essersi molto probabilmente persa lontana dai suoi luoghi abituali. La costa adriatica italiana è molto urbanizzata e sfruttata, ma qui siamo in una sorta di buco nero: tra Termoli e il celeberrimo Gargano, chilometri e chilometri di spiaggia senza nome e senza bagnanti, persino l'importante collegamento ferroviario dal nord a Bari qui diventa per un breve tratto a binario unico. Due o tre lidi organizzati giusto per accogliere gli abitanti dei paesi sulle colline ma per il resto nulla, nessun insediame...

• Dettagli nordici •

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In attesa di entrare nell'acquario di Alesund, un po' pomposamente chiamate Atlantic Sea Park, ci fermiamo lì vicino a mangiare tra scogli e massi coperti di muschio. Più del panorama, i dettagli sul terreno attraggono la mia attenzione e in particolare molti resti e chele di granchio portati lì probabilmente da qualche uccello dopo la caccia. E' una di quelle combinazioni fortunate in cui tutto si presenta al punto giusto, è sufficiente tagliare l'inquadratura nella maniera migliore in modo che i vari componenti siano equilibrati. Poi tanti altri piccoli fuori, piante che si arrampicano sulle rocce per sfidare la forza del vento che qui non si ferma quasi mai.

• Il girasole •

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Correva l'anno 1994 e improvvisamente mi ritrovai a Montelongo, piccolo paese nel Molise che non sapevo nemmeno esistesse; Santina era piombata nella mia vita e mi feci scoprire angoli nascosti d'Italia e della mia anima. Fu lei a rompere l'incantesimo che teneva bloccati i miei sentimenti dal quel momento illuminati dalla luce dei suoi occhi; per troppi anni mi ero tenuto tutto dentro sempre con il timore che esprimere le mie sensazioni ed emozioni potesse non essere gradito all'altra persona. Lei demolì e superò la mia corteccia con la semplicità di uno sguardo come questi a cui non si può resistere trovando il modo di cogliere tutti i semini che si erano accumulati in me. Lei dice sempre che io non mi sono accorto mai di altre ragazze interessate a me e si stupisce che non guardo mai le altre donne, ma per me lei è l'unico girasole aperto in una distesa foglie anonime. Tutto ciò può sembrare molto sdolcinato, ma solo da poco, grazie alla se...

• Grotte di Nettuno •

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Aprile 2015, Pasqua in Sardegna Un classico da queste parte, le grotte di Nettuno incastonate nella ripida e alta scogliera di Capo Caccia, ma una modalità di accesso tutta particolare. Si può arrivare fino al capo in macchina dove c'è un piccolo bar con vista notevole sul borgo anche se, come capita spesso, un servizio mediocre e prezzi alti: non c'è parcheggio per cui bisogna lasciare la macchina lungo la strada. Da qui si scende lunga una spettacolare scalinata ritagliata nella roccia con bellissimi scorci sul mare (circa 650 gradini); le visite nella grotta partono una ogni ora e la discesa dura una ventina di minuti andando piano per è meglio scegliere bene i tempi se non si vuole aspettare troppo davanti all'entrata in uno spazio un po' ristretto.  In effetti si può anche entrare fino a una decina di minuti dopo l'inizio ufficiale raggiungendo il gruppo alla prima fermata. In alternativa si possono prendere dei battelli della Navisarda da Alg...

• La valle della luna •

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Aprile 2015 In realtà si chiama Cala Grande, questa splendida valletta nel promontorio di Capo Testa; il nome più poetico deriva dal fatto che viene considerata l'ultima riserva hippy in Italia.   Ed è proprio vero. In questa visita al tramonto, curiosi personaggi escono dalle tende e dalle grotte adattate al pernottamento per incontrarsi e mangiare attorno al fuoco vicino a una specie totem adornato da amuleti e pendagli vari. Sono dei veri e propri figli dei fiori che, pare, abitano qui tutto l'anno e d'estate rendono anche diversa dal solito la vita dei classici villeggianti con iniziative in tono adatto al loro stile. Per arrivarci, bisogna prendere la strada che porta al faro e fermarsi poco prima di una curva vicino ad un cancello chiuso sulla sinistra che si può aggirare su un lato. I sentieri sono facili e ben tenuti anche se senza indicazioni, ma l'isoletta è piccola per cui ci si può muovere in libertà senza aver paura di perdersi. Si raggiu...

• Silhouette •

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Capo Testa, Sardegna 2015 Località molto famosa e altrettanto fotografata: possiamo dire che è molto difficile fare foto belle nel senso che risultino originali e con una personale interpretazione.    Il posto è talmente particolare che basta scattare foto in giro per ottenere dei buoni risultati. Allora ho decisto di retrocedere i protagonisti naturali di questo ambiente, le rocce scolpite dal vento, a quinte di secondo piano per valorizzare il cielo in tutte le sue forme durante la giornata.

• Appeccià i restocce •

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L'estate di Montelongo, paesino del Molise, viene riscaldata ulteriormente dal fuoco delle stoppie incendiate dai contadini nei campi appena mietuti. Il caldo e il vento rendono molto forti queste fiamme alle quali è anche difficile avvicinarsi, ma arrivati a pochi passi sembra di entrare in un piccolo inferno. Per fare queste foto ho dovuto fare un vero e proprio inseguimento: una volta avvistata da lontano una colonna di fumo, bisogna trovare la maniera di arrivarci vicino magari su delle strade sterrate che vedono passare solo trattori o simili.   E si deve fare alla svelta, perchè nel giro di mezz'ora, un'ora al massimo, lo spettacolo è finito talmente è forte l'intensità del fuoco.