• Più che una piramide, un mosaico umano •

 

Dettaglio grafico di una folla colorata che sale i gradini di una piramide antica, un tempo riservata solo ai sacerdoti e oggi simbolo di movimento collettivo.

Piramide del Sole, Teotihuacán, Messico - Estate 2025

Davnti a me c'è un fiume di persone che sale e scende senza sosta. È un incrocio continuo di magliette colorate, zaini e cappelli che si muovono su questa scalinata infinita.

Mentre sono lì, però, sento la voglia di fare qualcosa di diverso dalla solita foto ricordo. La classica immagine della piramide intera mi sembra un po’ banale, un’immagine che abbiamo già visto mille volte e che non racconta davvero quanto sia vivo questo posto.

Decido allora di concentrarmi sul dettaglio e di cercare il lato grafico di questo luogo storico. Trasforno la folla in una specie di disegno: le persone non sono più solo turisti, ma diventano macchie di colore e forme che si ripetono.

C'è qualcosa di paradossale in questa immagine. Queste scale, in origine, non erano state costruite perché tutti potessero salirci. Anzi, al popolo era assolutamente vietato: solo i grandi sacerdoti potevano percorrere questi gradini. Per tutti gli altri, la scalinata era solo un espediente architettonico, un modo per innalzare qualcosa di sacro e renderlo maestoso alla vista.

Oggi quella distanza sacra è sparita. Il mio scatto vuole catturare proprio questo: il ritmo e il movimento della folla che oggi occupa uno spazio un tempo proibito. So che, stringendo così tanto l'inquadratura, si perde il contesto e non si capisce subito dove siamo. Ma è una scelta voluta. Per far capire dove ci troviamo, bastano le altre foto "di contorno" che mostrano il monumento intero. Qui conta solo l’energia di questi piccoli pezzi di colore su una pietra millenaria.




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