Islanda, estate 2019 La tentazione, in viaggio, è spesso quella di scattare una foto “pulita”, priva di turisti, come se il luogo potesse esistere in uno stato di natura incontaminato, sospeso nel tempo. Una visione idealizzata, quasi da cartolina. Ma questo desiderio di purezza visiva rischia di diventare un'estremizzazione: ci si avvicina alla fotografia naturalistica professionale, quella che richiede tempo, pazienza, attrezzature e spesso l’esclusione volontaria dell’elemento umano. La fotografia di viaggio, invece, racconta un’esperienza vissuta. E in quell’esperienza il turista — l’altro ma anche noi stessi — è parte integrante del paesaggio. Fotografarlo non è un errore, ma un atto narrativo. Come in questa immagine: il vapore avvolge tutto, le sagome diventano evanescenti, quasi spettrali. Il confine tra soggetto e sfondo si dissolve. Il risultato è un’immagine dove l’elemento umano non disturba, ma anzi amplifica la magia del luogo. C’è movimento, atmosfera, trasp...
Samye, Tibet, luglio 2026 La kora è il tipico giro attorno al monastero, il percorso circolare che abbraccia i luoghi santi del buddismo. Ne osserviamo continuamente, dappertutto. È una devozione talmente diffusa e costante che, a volte, rischia quasi di trasformarsi in un'immagine ripetitiva ai miei occhi. In realtà, proprio mentre osservo questo fluire ininterrotto, la scena mi regala un momento graficamente insolito e curioso. Decido di inquadrare la scena in tipico stile stride-by, appiattendo la prospettiva e riducendo lo spazio a sole due dimensioni. Davanti a questo muro bianco e fortemente materico, sormontato da una fila di piccoli stupa, un monaco procede nel suo cammino, muovendosi nel rigoroso senso orario previsto dal rito. A spezzare l'austerità della scena e a rendere questo scatto unico è un bellissimo ombrello arcobaleno, un'esplosione di colore inaspettata che contrasta perfettamente con le geometrie e le texture dello sfondo.
Piramide del Sole, Teotihuacán, Messico - Estate 2025 Davnti a me c'è un fiume di persone che sale e scende senza sosta. È un incrocio continuo di magliette colorate, zaini e cappelli che si muovono su questa scalinata infinita. Mentre sono lì, però, sento la voglia di fare qualcosa di diverso dalla solita foto ricordo. La classica immagine della piramide intera mi sembra un po’ banale, un’immagine che abbiamo già visto mille volte e che non racconta davvero quanto sia vivo questo posto. Decido allora di concentrarmi sul dettaglio e di cercare il lato grafico di questo luogo storico. Trasforno la folla in una specie di disegno: le persone non sono più solo turisti, ma diventano macchie di colore e forme che si ripetono. C'è qualcosa di paradossale in questa immagine. Queste scale, in origine, non erano state costruite perché tutti potessero salirci. Anzi, al popolo era assolutamente vietato: solo i grandi sacerdoti potevano percorrere questi gradini. Per tutti gli altri, la ...
Tunisia, dicembre 2025 Osservo le pareti scanalate di questa casa troglodita scavata nelle montagne del deserto tunisino. Nonostante l'ambiente sia chiaramente allestito per accogliere noi turisti, la composizione che mi trovo davanti ha un equilibrio curioso e inusuale. C'è la bambina della famiglia che ci riceve. Resta in disparte, silenziosa e rispettosa. Mi guarda con una curiosità composta, tipica di chi vede passare volti nuovi ogni giorno ma continua a farsi domande su chi siano queste persone che arrivano da così lontano. Sulla parete, il bianco della calce fa risaltare due pesci verdi dipinti: sono simboli di prosperità e buona fortuna, un augurio che qui si trova spesso sugli usci delle case. Poco sopra, una piccola radio nera con le manopole e l'antenna allungata sembra sorvegliare la scena. È un oggetto semplice, quasi fuori dal tempo, che però completa perfettamente questo angolo di mondo scavato nella terra.
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