Tunisia, dicembre 2025 Osservo le pareti scanalate di questa casa troglodita scavata nelle montagne del deserto tunisino. Nonostante l'ambiente sia chiaramente allestito per accogliere noi turisti, la composizione che mi trovo davanti ha un equilibrio curioso e inusuale. C'è la bambina della famiglia che ci riceve. Resta in disparte, silenziosa e rispettosa. Mi guarda con una curiosità composta, tipica di chi vede passare volti nuovi ogni giorno ma continua a farsi domande su chi siano queste persone che arrivano da così lontano. Sulla parete, il bianco della calce fa risaltare due pesci verdi dipinti: sono simboli di prosperità e buona fortuna, un augurio che qui si trova spesso sugli usci delle case. Poco sopra, una piccola radio nera con le manopole e l'antenna allungata sembra sorvegliare la scena. È un oggetto semplice, quasi fuori dal tempo, che però completa perfettamente questo angolo di mondo scavato nella terra.
Via Pestalozzi, Milano, giugno 2017 Se su Instagram il tag i post più popolari con l'hashtag #soprammobile sono quelli relativi ai gatti, ce ne sarà pur una ragione, no? In questo caso la metafora si accosta alla realtà: un felino mollemente adagiato sul tavolo di un antiquario nella Milano dei Navigli si gode i primi raggi di sole della giornata mentre i frettolosi pendolari lo ignorano per correre al lavoro e lui deve ancora capire il perchè.
Aprile 2015, Pasqua in Sardegna Un classico da queste parte, le grotte di Nettuno incastonate nella ripida e alta scogliera di Capo Caccia, ma una modalità di accesso tutta particolare. Si può arrivare fino al capo in macchina dove c'è un piccolo bar con vista notevole sul borgo anche se, come capita spesso, un servizio mediocre e prezzi alti: non c'è parcheggio per cui bisogna lasciare la macchina lungo la strada. Da qui si scende lunga una spettacolare scalinata ritagliata nella roccia con bellissimi scorci sul mare (circa 650 gradini); le visite nella grotta partono una ogni ora e la discesa dura una ventina di minuti andando piano per è meglio scegliere bene i tempi se non si vuole aspettare troppo davanti all'entrata in uno spazio un po' ristretto. In effetti si può anche entrare fino a una decina di minuti dopo l'inizio ufficiale raggiungendo il gruppo alla prima fermata. In alternativa si possono prendere dei battelli della Navisarda da Alg...
Messico, agosto 2025 È il momento dell'ultimo sguardo prima di lasciare Isla Mujeres e tornare in Italia. Proprio ora, mentre sono pronto a prendere il taxi, il Messico ha deciso di regalarmi un ultimo istante di perfetta astrazione. Sono qui, sospeso tra l'imminente partenza e questo orizzonte piatto, e sembra che qualcuno abbia organizzato una cerimonia di addio silenziosa e geometrica. Davanti a me, sul bordo turchese che separa la piscina dal mare, cinque gabbiani si sono presentati all'appuntamento. Sembra proprio che non siano arrivati a caso; si sono disposti ordinatamente, quasi in riga per un’ispezione finale o per un saluto formale. Hanno trasformato un semplice muretto di piastrelle in un palco d'onore. L’elemento grafico domina su tutto: c’è poca informazione, potrebbe essere in tante altre parti del mondo, solo linee rette e campiture di colore piatto. Il beige della pietra, il verde acqua della vasca, il blu profondo dell'oceano. Eppure, in questo mi...