• Muri a tre dimensioni •
Lo scorrere dei giorni, dei mesi e degli anni si scopre nella sovrapposizione di interventi umani dettati da motivi, intenzioni e contesti diversi, ogni volta nel tentativo di nascondere il passato — o perlomeno di modificarlo — per guardare al futuro con una nuova prospettiva. Peccato che poi, spesso, il tempo stesso faccia sì che il vecchio ritorni in superficie: l'intonaco recente si scrosta a chiazze lasciando intravedere il vecchio, che a sua volta rivela strappi più piccoli sul "vecchissimo", e così via.
Fotografare un muro è quindi immortalare una storia nel suo passato e nel presente, bloccare un istante intravedendo quelli precedenti e immaginarsi come potrà essere quella stessa parete tra dieci o cento anni.
Poi, magari, succede che i tuoi compagni di viaggio non colgano queste sfumature così elevate e poetiche. Succede che si limitino a scherzare sull'atteggiamento del fotografo nell'atto di riprendere un oggetto apparentemente insignificante — e di certo non turistico — ed è così che ne viene fuori questa descrizione, nata dall'irriverente penna dell'amico Vittorio.


