• Il distributore a gravità •
Tunisia, dicembre 2025
Osservo questa Suzuki blu brillante ferma a bordo strada e mi rendo conto che questa scena racconta molto più di un semplice rifornimento: racconta la geografia economica di un intero Paese.
Mentre attraverso la Tunisia, è impossibile non notare la differenza con i giganti che la circondano. A differenza dei vicini, l'Algeria e la Libia, dove l'oro nero e il gas naturale sono abbondanti, qui la produzione di idrocarburi è decisamente minore. È proprio questo dislivello, questa scarsità rispetto all'abbondanza oltre confine, a creare le condizioni per ciò che vedo scorrere fuori dal finestrino ogni giorno.
Lungo le strade è normale imbattersi in venditori di benzina di contrabbando. Solitamente la merce è esposta in semplici bottiglie di plastica, file di contenitori trasparenti riempiti di liquido ambrato che brillano al sole in attesa di un acquirente. Ma qui, davanti ai miei occhi, il servizio ha fatto un salto di qualità.
Per offrire un'assistenza "completa" e più comoda rispetto al travaso manuale da una bottiglia, qualcuno ha allestito questa sorta di distributore artigianale. Un trespolo in metallo, una tanica sollevata e un tubo: è la gravità a fare il lavoro della pompa. L'uomo osserva il flusso, le mani in tasca, mentre il carburante scende nel serbatoio. È un sistema ingegnoso, nato dalla necessità, che trasforma il ciglio della strada in una stazione di servizio improvvisata, dove la fisica elementare sopperisce alla mancanza di infrastrutture ufficiali.

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