• Il palcoscenico sulle dune •
Tunisia, dicembre 2025
Osservo questa foto e vedo la contraddizione perfetta del nostro viaggiare. Il deserto, nell'immaginario comune, è il luogo del silenzio, del mistero, dell'isolamento assoluto. Eppure è proprio questo richiamo ancestrale ad attirare le masse e più ci attira, più inevitabilmente lo trasformiamo, rendendolo turistico fino al midollo.
Quello che ho davanti agli occhi non è più solo un confine naturale tra la terra e il cielo. Quel crinale si è trasformato in un vero e proprio palcoscenico. Lassù, in fila come attori prima dello spettacolo, convivono i vecchi e i nuovi sistemi. Da una parte i cammelli, fermi come comparse che recitano la parte di un passato romantico che forse non esiste più; dall'altra la potenza meccanica delle jeep, pronte a lanciarsi in quella specie di montagne russe su e giù per la sabbia.
È giusto? È sbagliato? Mentre scatto non so darmi una risposta. Forse non serve nemmeno cercarla. Questa è semplicemente la realtà di oggi, senza filtri. E allora tanto vale rappresentarla così com'è: graficamente pulita, geometricamente divisa tra blu e ocra, ma vera e trasparente. Un'istantanea reale di come consumiamo il mondo.

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