• L'imperfezione che rende reale •
Tunisia, deserto, Dicembre 2025
Chi non è stato presente in questo posto potrebbe pensare che la foto sia costruita, forse troppo satura, o persino un fotomontaggio studiato a tavolino. Eppure, vi assicuro, non c’è nulla di più naturale di questo istante.
Arriviamo alla duna del campo mentre il sole sta già scendendo veloce. Davanti a me si apre una distesa di arbusti scuri, un terreno quasi lunare che contrasta violentemente con l'esplosione arancione del cielo. In lontananza, proprio sotto il disco solare, noto quel gruppo di persone. Sono altri viaggiatori, un altro gruppo che ha deciso di avvicinarsi alla cresta per sentirsi ancora più immersi nel deserto.
Il primo pensiero, lo ammetto, è egoista: "Mi stanno rovinando la visuale pulita". Avrebbero potuto essere un disturbo, una macchia su un orizzonte perfetto. Invece, mentre scatto, capisco che è esattamente il contrario.
Il teleobiettivo schiaccia la prospettiva e avvicina tutto, è vero, ma la scena si presentava proprio così ai miei occhi. Quelle sagome minuscole aggiungono un tocco di umanità fondamentale. Senza di loro, sarebbe solo un bel tramonto astratto. Con loro, diventa un racconto. Rappresentano la nostra piccolezza di fronte alla natura, un tocco di imperfezione viva che rende la composizione più semplice, più onesta e, paradossalmente, più bella.

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