Messico, agosto 2025 È il momento dell'ultimo sguardo prima di lasciare Isla Mujeres e tornare in Italia. Proprio ora, mentre sono pronto a prendere il taxi, il Messico ha deciso di regalarmi un ultimo istante di perfetta astrazione. Sono qui, sospeso tra l'imminente partenza e questo orizzonte piatto, e sembra che qualcuno abbia organizzato una cerimonia di addio silenziosa e geometrica. Davanti a me, sul bordo turchese che separa la piscina dal mare, cinque gabbiani si sono presentati all'appuntamento. Sembra proprio che non siano arrivati a caso; si sono disposti ordinatamente, quasi in riga per un’ispezione finale o per un saluto formale. Hanno trasformato un semplice muretto di piastrelle in un palco d'onore. L’elemento grafico domina su tutto: c’è poca informazione, potrebbe essere in tante altre parti del mondo, solo linee rette e campiture di colore piatto. Il beige della pietra, il verde acqua della vasca, il blu profondo dell'oceano. Eppure, in questo mi...
Tunisia, dicembre 2025 Osservo le pareti scanalate di questa casa troglodita scavata nelle montagne del deserto tunisino. Nonostante l'ambiente sia chiaramente allestito per accogliere noi turisti, la composizione che mi trovo davanti ha un equilibrio curioso e inusuale. C'è la bambina della famiglia che ci riceve. Resta in disparte, silenziosa e rispettosa. Mi guarda con una curiosità composta, tipica di chi vede passare volti nuovi ogni giorno ma continua a farsi domande su chi siano queste persone che arrivano da così lontano. Sulla parete, il bianco della calce fa risaltare due pesci verdi dipinti: sono simboli di prosperità e buona fortuna, un augurio che qui si trova spesso sugli usci delle case. Poco sopra, una piccola radio nera con le manopole e l'antenna allungata sembra sorvegliare la scena. È un oggetto semplice, quasi fuori dal tempo, che però completa perfettamente questo angolo di mondo scavato nella terra.
Tunisia, dicembre 2025 In questo scatto ci sono tre punti focali che, insieme, creano una narrazione silenziosa. Il primo è evidente, dove il senso della vista fa quasi spazio al tatto e all'olfatto. Sembra quasi di prendere in mano queste baguette fragranti e dorate di forno, accatastate in primo piano. Sono loro a dare il contesto immediato, a posizionarci in una panetteria dove il lavoro è tangibile. Poi lo sguardo si sposta a destra, in primo piano. C'è la tradizione: un uomo anziano, forse il padre, seduto con la calma di chi ha visto migliaia di albe. Guarda in basso contando i soldi, concentrato o forse solo perso nei suoi pensieri. Infine, al centro, c'è il contrasto: il ragazzo giovane, giubbotto moderno, telefono all'orecchio. Qual è la storia che si nasconde dietro questo istante? Possiamo immaginare il conflitto: il ragazzo che non vuole seguire le orme del padre e che cerca una via di fuga attraverso quella chiamata, lontano dal calore del forno. Oppure, ...
Mongolia, luglio 2024 A volte, davanti a scatti come questo, mi fermo a riflettere. Cerco di osservarli con gli occhi di chi non era lì, di chi è estraneo al contesto che ho vissuto. Potrebbe sembrare che siano scene costruite, realtà ricreate a tavolino o frammenti di un paesaggio alieno a quello che sto calpestando in questo istante. Eppure, questa volta non è così. Mi trovo in una piana senza limiti definiti, ai piedi delle grandi catene montuose mongole. Intorno a me il panorama si alterna tra dolci declivi, specchi d’acqua che riflettono il cielo e boschi che offrono un’atmosfera quasi familiare. Le gher punteggiano l’orizzonte: rifugi per famiglie, basi per pastori che risalgono dalle città per l'estate o approdi per viaggiatori di passaggio. In questa foto ritrovo l'essenza di questa terra. L'ho scelta perché incarna una sensazione precisa: una luce soffusa, quasi sospesa. È un frammento di quotidianità che, nel silenzio della sera, ma solo con le altre si può cer...