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• Architettura jazz tra pietre e cielo •

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  Tunisia del sud, gennaio 2026 Camminando per il borgo berbero di Beni Barka, la prima sensazione che mi investe è quella di un affascinante abbandono. Tutto intorno a me sembra in disordine, diroccato, oserei dire sgarrupato . Le case sembrano aggrapparsi l'una all'altra senza un piano preciso, figlie di un tempo che ha eroso gli spigoli e confuso le linee. Poi, però, mi soffermo in questo angolo specifico e capisco che devo cambiare prospettiva. Guardo questa facciata e cerco invano una logica razionale. Non c'è alcuna regolarità, nessuna concordanza architetonica, nessun allineamento prevedibile. Sembra un edificio costruito in maniera quasi casuale, un mattone dopo l'altro, seguendo l'istinto del momento. Le aperture sono un campionario di forme libere: alcune sono alte e strette , feritoie verso lAttraverso un’apertura rettangolare vedo  mura interne accese dal sole , vibranti di luce calda; poco più sotto, un arco conduce al buio profondo di una stanza in omb...

• Il distributore a gravità •

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  Tunisia, dicembre 2025 Osservo questa Suzuki blu brillante ferma a bordo strada e mi rendo conto che questa scena racconta molto più di un semplice rifornimento: racconta la geografia economica di un intero Paese. Mentre attraverso la Tunisia, è impossibile non notare la differenza con i giganti che la circondano. A differenza dei vicini, l'Algeria e la Libia, dove l'oro nero e il gas naturale sono abbondanti, qui la produzione di idrocarburi è decisamente minore. È proprio questo dislivello, questa scarsità rispetto all'abbondanza oltre confine, a creare le condizioni per ciò che vedo scorrere fuori dal finestrino ogni giorno. Lungo le strade è normale imbattersi in venditori di benzina di contrabbando. Solitamente la merce è esposta in semplici bottiglie di plastica, file di contenitori trasparenti riempiti di liquido ambrato che brillano al sole in attesa di un acquirente. Ma qui, davanti ai miei occhi, il servizio ha fatto un salto di qualità. Per offrire un'assis...

• Incorniciare il deserto •

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  Zaafrane - Tunisia, dicembre 2025 Eh niente, è più forte di me. Quando mi capita di vedere in giro qualcosa che assomiglia anche solo vagamente a una cornice quadrata, nella mia testa scatta immediatamente il tema "Square in Square". Credo che questa forma geometrica sia ormai un po' sottovalutata. Fino a qualche anno fa eravamo spinti da Instagram a ragionare in 1:1. Ma dopo le recenti modifiche della piattaforma, che ormai accetta e anzi incoraggia tutte le dimensioni (specialmente quelle verticali), il fascino del quadrato sembra essersi un po' perso per strada. Ci siamo abituati a una maggiore flessibilità. Eppure, c'è una nobiltà diversa in questo formato. Le proporzioni del rettangolo possono essere gestite e cambiate a piacimento in post-produzione; se sbagli leggermente l'inquadratura, un "crop" tattico spesso salva la situazione. Il quadrato no. Il quadrato è rigido, severo. Non ha un lato dominante su cui appoggiarsi, non c'è orizzont...

• Guida o star del deserto? •

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Metameur, Tunisia del sud, dicembre 2025  Osservo questo scatto realizzato tra le rovine di terra ocra di un antico villaggio berbero in Tunisia. Al centro della scena, in netto contrasto con l'oscurità dell'arco alle sue spalle, c'è il nostro autista. La sua presenza è teatrale, quasi magnetica: avvolto in un tagelmust viola chiaro che lascia scoperti solo gli occhiali dalle lenti specchiate arancioni, indossa un gilet tattico pieno di tasche e patch, tra cui spicca quella con la bandiera tunisina e la scritta "Guida del Deserto". È un'immagine che riassume perfettamente una dinamica che incontro spesso durante i miei viaggi come coordinatore per Avventure nel Mondo, specialmente in Nord Africa e Medio Oriente. Qui, la figura che ci accompagna non si limita a illustrare i luoghi o a guidare il mezzo: esercita una forte dominanza scenica. C'è una ricerca voluta del mistero, un atteggiamento "deterrente" e solenne, anche quando il contesto – come ...

• Giganti e passanti •

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  Citta del Messico, agosto 2025 Sono al Palacio de Bellas Artes, nel cuore di Città del Messico. Qui le pareti non servono solo a sostenere il tetto, ma a urlare la storia di un popolo. Davanti a me c'è "La Nuova Democrazia" di David Alfaro Siqueiros. Per il Messico questi murales sono sacri: sono nati dopo la Rivoluzione per educare, per ricordare che la libertà si conquista spezzando le catene. L'opera è un'esplosione visiva: muscoli tesi, colori di fuoco, un viso stravolto dallo sforzo di uscire dall'oppressione. È un dipinto provocatorio, che vuole scuoterti le viscere. E poi, in basso, c'è la vita vera. Mentre l'arte sopra di lui urla libertà e sofferenza, un tizio con una semplice camicia a quadretti passa di lì. Cammina tranquillo, mani in tasca, forse ignaro o forse solo assuefatto a tanta grandezza. Ho scattato per fermare proprio questo cortocircuito: da una parte l'epicità della storia messicana che incombe potente, dall'altra la no...

• Verticale a Casa de Azulejos •

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  Città del Messico, agosto 2025 Mi trovo immerso nell'architettura affascinante della Casa de Azulejos. Mentre osservo l'ambiente circostante, mi fermo a riflettere su un automatismo che abbiamo quasi tutti quando scattiamo una foto. Molto spesso, ci concentriamo esclusivamente sulla direzione "in avanti", quella all'altezza dei nostri occhi. Dimentichiamo troppo facilmente che esistono altre cinque direzioni da esplorare: a destra, a sinistra, dietro di noi, in alto e, quella che mi interessa oggi, in basso. Quando dico "in basso", però, non intendo semplicemente inclinare la fotocamera verso il pavimento. Cerco qualcosa di più rigoroso: la verticale perfetta. Voglio posizionarmi esattamente sopra il soggetto per annullare qualsiasi effetto prospettico. Il risultato che ne deriva è una fotografia bidimensionale, una planimetria visiva da un punto di vista inusuale che trasforma la realtà in un pattern geometrico. In questo scatto, questa tecnica mi ha ...

• Il sole nella lanterna •

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  Lublino, 2013 È un viaggio nato dall'improvvisazione. Sono qui, quasi per caso, per partecipare a una gara internazionale di orienteering a Kazimierz Dolny, in Polonia. Una decisione presa all'ultimo minuto, mappa e bussola in mano. Finita la competizione, però, lo scenario cambia. Scopro che nella vicina Lublino c'è un festival di artisti di strada e decido di andare a vedere. È una sorpresa molto gradevole: contrariamente alle aspettative, non c'è calca. Mi godo gli spettacoli con una calma genuina, respirando l'atmosfera rilassata e ammirando l'architettura di una città davvero splendida, che fa da quinta teatrale perfetta alle performance. Ora è l'ultima sera prima della partenza. Mentre cammino, cerco uno scatto che riassuma tutto questo. Il cielo si incendia alle spalle dei palazzi scuri, creando un contrasto netto. Vedo una lanterna in ferro battuto che sporge solitaria e mi muovo con precisione. È una scelta intenzionale: cerco l'allineamento p...

• Bianco, nero e realtà •

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  Dubai, ottobre 2019 Lo ammetto subito, a costo di andare un po' controcorrente: non sono un grande amante del bianco e nero. Spesso lo trovo un’eccessiva forzatura della realtà che, piaccia o no, nella maggior parte dei casi, è fatta anche di colori. Sarò ancora più schietto, rischiando di perdere qualche consenso tra i puristi: tendo a pensare che il bianco e nero sia, a volte, una facile scorciatoia. È innegabile che togliere la saturazione conferisca quasi automaticamente alle immagini un tono più "sofisticato" e professionale, spesso a prescindere dalla reale qualità del contenuto. Creare una bella immagine a colori è una sfida complessa: bisogna bilanciare linee, profondità, forme, contenuti e gestire le infinite varianti cromatiche in un perfetto equilibrio. Convertendo tutto in scala di grigi, ti liberi di quest'ultima, enorme variabile. Per questo, a volte, mi sembra la via più semplice per mascherare una foto mediocre. Eppure, ci sono le eccezioni. Ci sono ...

• Linee, orizzonti e l'unica curva perfetta •

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Ko Kradan, Thailandia, inverno 2029 Osservo il paesaggio che ho davanti e, quasi senza volerlo, la mia mente inizia a scomporre la bellezza in geometria. In fondo, tutto ciò che vediamo può essere ridotto a tre tipi di linee: le spezzate, le rette e le curve. Le linee spezzate sono le dominatrici del caos naturale. Sono ovunque, frequenti e irregolari. Le vedo chiaramente guardando laggiù, verso le isole che interrompono l'azzurro: il loro profilo è una linea spezzata, nervosa e imprevedibile. È la stessa geometria che trovo nel contorno di un bosco di pini, nelle crepe di una roccia arsa dal sole, nel fulmine che spacca il cielo durante un temporale o nella costa frastagliata che si intravede a destra. È la firma della natura selvaggia. Poi ci sono le linee rette, più rare, quasi autoritarie nella loro precisione. Qui ne ho l'esempio supremo: l'orizzonte. Quella linea netta, tesa all'infinito, che divide il blu scuro del mare profondo dal celeste del cielo. In natura l...

• Il comitato di saluti •

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  Messico, agosto 2025 È il momento dell'ultimo sguardo prima di lasciare Isla Mujeres e tornare in Italia. Proprio ora, mentre sono pronto a prendere il taxi, il Messico ha deciso di regalarmi un ultimo istante di perfetta astrazione. Sono qui, sospeso tra l'imminente partenza e questo orizzonte piatto, e sembra che qualcuno abbia organizzato una cerimonia di addio silenziosa e geometrica. Davanti a me, sul bordo turchese che separa la piscina dal mare, cinque gabbiani si sono presentati all'appuntamento. Sembra proprio che non siano arrivati a caso; si sono disposti ordinatamente, quasi in riga per un’ispezione finale o per un saluto formale. Hanno trasformato un semplice muretto di piastrelle in un palco d'onore. L’elemento grafico domina su tutto: c’è poca informazione, potrebbe essere in tante altre parti del mondo, solo linee rette e campiture di colore piatto. Il beige della pietra, il verde acqua della vasca, il blu profondo dell'oceano. Eppure, in questo mi...