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Visualizzazione dei post con l'etichetta 2016_Albania

• Albania 2016 •

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Albania, luglio 2016 Secondo viaggio con Avventure nel Mondo dopo la prima positiva esperienza in Senegal nel marzo dello stesso anno. Avendo già visitato buona parte dell'Europa, volevo sfruttare questa nuova occasione per andare ancora in un altro continente, ma limiti di tempo e finanziari mi hanno costretto a una scelta di ripiego. Ho comunque ripiegato su una meta anomala, tanto vicina, quanto non battuta dal turismo di massa, dove probabilmente gli aspetti storici e sociali sono più interessanti di quelli paesaggististici e culturali. Parliamo di una nazione che fino a 20 anni fa era sostanzialmente isolata da tutto il resto del mondo, un regime autarchico che ben si innestava in un grande orgoglio e fierezza di questo popolo per la sua storia e le sue tradizioni. È stato un viaggio tranquillo, con pulmino moderno e aria condizionata, alberghi economici ma tutto sommato di medio livello, toccando vari aspetti del paese.   Forse si poteva fare qualcosa in più...

• Reality is wrong, dreams are for reality •

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Albania, luglio 2016 Dopo decenni di completo e assoluto immobilismo, l'Albania sta cercando di recuperare il tempo perduto modernizzando, ristrutturando, rinnovando compatibilmente con i pochi mezzi a disposizione e comunque con una maggiore consapevolezza della necessità di mantenere qualcosa del passato. Spesso il risultato è una sensazione costante di non finito, provvisorio, in via di completamento; tanti pezzi messi insieme con ordine e priorità differente e a volte contrastanti, Un pezzo di casa, un pezzo di finestra, un pezzo di tetto, un pezzo di filo, un pezzo di serbatoio, un pezzo di muro, un pezzo di fiume, un pezzo di ponte e un pezzo di cielo. Fili elettrici che avvolgono i cieli di città e paesi attaccati ad alberi di Natale fuori stagione, comunque necessariamente al centro della vita locale; sempre presenti le cisterne sopra i tetti per mantenere l'acqua che evidentemente i pezzi di acquedotti portano in maniera inaffidabile e discontinua....

• Sborsamento •

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Aeroporto di Tirana, Albania, luglio 2016 Penso che l'italiano sia una delle lingue maggiori meno utilizzabili all'estero. I madrelingua inglesi, ovviamente, possono viaggiare in tutto il mondo senza degnarsi di studiare uno straccio di lingua straniera; spagnoli, francesi, ma anche tedeschi hanno a disposizione più o meno ampie zone del globo dove, non solo si possono sentire linguisticamente a casa, ma probabilmente sono anche visti con un certo rispetto in quanto portatori della vera lingua madre. E gli italiani? Sì, c'è il Canton Ticino dove però ci vedono con una certa superiorità nonostante il loro accento simil bergamasco. E poi?   E poi c'è l'Albania, in questo fazzoletto di terra con poco più di tre milioni di persone l'italico viaggiatore per una volta si può sentire come lo yankee padrone del mondo: molti parlano più o meno bene la sua lingua di casa per cui non deve fare sforzi per cambiare registro. Peccato che la trasmissione della nostr...

• Frammenti di economia albanese •

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Luglio 2016, Albania Un paese che in poco più di vent'anni sta cercando di recuperare il ritardo decennale dopo la fine del congelamento economico e culturale della dittatura stalinista. In realtà non è un paese visibilmente povero nel senso occidentale del termine: pochissimi poveri che chiedono l'elemosina, negozi mediamente ben forniti, una generica e costante attività anche se spesso un po' lenta e distaccata. In tutto ciò, probabilmente contribuisce il fiero orgoglio di questa popolazione che, di soli 3 milioni di abitanti, è rimasta isolata per secoli, anche quando era sotto l'impero ottomano contro cui ha combattuto fieramente come Davide contro Golia: mi chiedo quante nazioni moderne abbiamo come eroe nazionale un personaggio di 500 anni fa. Ecco, l'Albania non appare come una riduzione di uno stato moderno, bensì una sua traslazione su dimensioni minori. Il signore nella prima foto, dignitoso, ben vestito e un bell'orologio al polso...

• Chiese ortodosse, fuori •

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Albania, luglio 2016 Piccole, intime, quasi familiari le chiese ortodosse sono spesso un po' simili, per lo meno ai nostri occhi e questo comunque rappresenta una continuità gradevole e che nello stesso tempo ti spinge a cercare qualcosa di originale oltre il già visto. Le galline che razzolano indisturbate attorno al monastero di Santa Maria su un'isoletta vicino a Valona che si raggiunge attraverso un lungo e sgarrupato pontile di legno. Quasi sempre posizioni particolarmente panoramiche per godere meglio delle bellezze del creato; è spesso necessario camminare un po' per arrivare in questi luoghi spesso un po' appartati rispetto ai posti abitati e frequentati dalla gente comune. In questo caso una chiesetta ricavata all'interno di un costone roccioso lungo il lago di Orhid in Macedonia con una ripida scalinata per arrivarci.

• Chiese ortodosse, dentro •

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Albania, luglio 2016 Le chiese ortodosse visitate in questo viaggio con Avventure nel Mondo, hanno degli interni che sono spesso in aperto contrasto tra di loro. Molto sono estremante decorate, non viene lasciato alcuno spazio libero, ogni angolo di muro o intarsio ligneo viene dipinto e decorato in modo da non lasciare alcun vuoto. Si ha quasi un senso di oppressione, di claustrofobia tanti sono gli stimoli e i particolari che attirano la tua attenzione.    E' significativo come solo una foto panoramica può restituire l'atmosfera di questo ambiente nel suo complesso quasi che l'occhio dell'essere umano non sia in grado di racchiudere tutta la visione in un solo sguardo. Poi ce ne sono altre completamente diverse, di solito meno accessibili, bisogna arrampicarsi lungo un'impervia scalinata intagliata nella ripida scogliera che delimita una grande lago oppure è necessario esplorare i vicoli del centro storico di una cittadina minore persa tra i monti inte...

• Un vero forte •

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Castello di Ali Pasha, Albania, luglio 2016 Quando si viaggia, una delle attività che preferisco è la visita ai castelli dove puoi approfondire l'aspetto storico di una località senza chiudersi in un asettico museo; il castello, per definizione, ha valore per il suo interno, per il suo esterno, ma anche per l'ambiente circostante che deve sorvegliare o dominare. A volte, però, ho l'impressione che anche i castelli siano stati eccessivamente trasformati e restaurati per scopi didattici e turistici sicuramente con l'effetto di renderli più interessanti per capire la vita di un tempo. Il problema è proprio questo, si fa un salto nel tempo, ma non si ha l'idea del trascorrere del tempo, dei segni che lascia e di cosa succede quando non si cerca di fermarlo. In questo castello ho sentito proprio la sensazione del tempo che passa e continua a passare, senza sosta e rallentamenti, lentamente e costantemente....

• Una giornata al mare •

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Spiaggia di Drhale, Albania, luglio 2016 In realtà a me non è particolarmente piaciuto il mare da spiaggia con il sale che si appiccica alla pelle e la sabbia che infila dappertutto. Amo esplorare il confine tra acqua e terra percorrendolo su rocce e scogli, non mi stanco di scoprire in quante maniere questi due elementi entrano in contatto, adoro sentire i rumori delle onde e del vento combinati tra di loro, ma tutto il giorno in spiaggia di solito non mi ispira. Anche questa volta mi ero preparato un programma alternativo al gruppo fatto di un'escursione su un sentiero che dominava la scogliera e il rientro in albergo attraverso i boschi dell'entroterra, ma alla fine ho deciso di non fare l'asociale e ho seguito gli altri per una giornata intera di completo relax balneare. Beh, bisogna dire che sarà stata l'assenza della sabbia, i comodi lettini, l'acqua effettivamente molto bella e trasparente, la stanchezza dei lunghi trasferimenti in pulmino, ma ...

• Rosso albanese •

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Krujë, Albania, luglio 2016 Penso che molti conoscono la bandiera albanese, sostanzialmente una tinta unita rosso sangue con l'emblema dell'aquila, volatile in realtà oramai assente in quelle montagne. Come spesso succede, questa tinta ricorda i sacrifici umani nella lotta di indipendenza dagli ottomani sotto la valorosa guida dell'eroe locale, Gjergj Kastrioti Skënderbeu che, per qualche decennio, con poche migliaia di valorosi tenne testa al potente esercito turco. Sta di fatto che veramente il rosso è il colore nazionale e in questo museo etnografico è la dominante di tutti i drappi e i tappeti. Di fronte a tale sovrabbondanza di forme e geometrie, il fotografo non deve dimenticare la differenza tra una foto di una cosa bella e una bella foto; non basta il soggetto, per quanto elegante sia, a fare una bella foto, altrimenti non c'è alcuna interpretazione e sentimento personale. Nella prima foto ho cercato il contrasto tra le linee spezzate della d...

• Ngjyrat dhe të bardhë •

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Argirocastro, Albania, luglio 2016 La lingua albanese è uno degli idiomi europei più particolari e incomprensibili, pari probabilmente al finnico e all'ungherese.  Frutto anche di un isolamento secolare che l'ha resa diversa da tutte quelle degli stati confinanti, solo negli anni '50 ha visto pubblicare il primo vero dizionario e successivamente una grammatica completa. Anche due parole così semplici come "colore" e "bianco", elementi alla base della mia fotografia, si traducono e pronunciano un maniera in maniera incomprensibile per un italiano. Qui siamo ad Argirocastro, anzi Gjirokastra, nella parte meridionale del pese, lungo la strada che porta in Grecia, infatti qui è molto diffusa la lingua ellenica e la valle è stato teatro degli scontri bellici durante la campagna italiana di Grecia Siamo a "Shtëpia e Zekatëve", una casa fortificata che domina sul panorama circostante, ora adattata a museo privato e mantenuto da una fa...

• Albania on the road •

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