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Visualizzazione dei post con l'etichetta 2016_Senegal

• Senegal 2016 •

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Senegal, marzo 2016 All'inizio c'erano i viaggi con gli amici durante l'università, in giro per l'Europa con l'Interrail. Poi è arrivata la famiglia e con i bambini piccolissimi i viaggi si sono fermati a vantaggio di tranquilli soggiorni in montagna o al mare dai suoceri.  Pian piano, crescendo la prole, tornano i viaggi prima semplici e stanziali, poi progressivamente più lunghi e articolati. Infine arriva l'adolescenza con il legittimo desiderio di fare delle vacanze per conto proprio, ma la mia voglia di viaggi non diminuisce e, complice una consorte tanto pigra quando comprensiva, decido di ricominciare ad ampliare i miei orizzonti. In mancanza di compagni di viaggio tra amici e colleghi, opto per Avventure nel Mondo, con il suo carico di entusiasmo e di incertezze per la convivenza con un gruppo di sconosciuti. Alla fine esperienza molto positiva, ottimo coordinatore, con tanta esperienza (90° viaggio con ANM), gli altri partecipan...

• L'isola degli schiavi •

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Marzo 2016, Isola di Goree, Dakar, Senegal E' curioso che proprio pochi mesi dopo aver visitato uno dei principali porti di ingresso della tratta degli schiavi nel Sudamerica (Cartagena in Colombia) mi trovo in uno dei più importanti punti di partenza delle navi negrerie dal continente africano. Si tratta di un'isoletta a mezz'ora di battello dalla capitale del Senegal e per molto tempo dalla fondazione nel 1400 è stata l'unica zona abitata dagli Europei che lasciavano ad alcune tribù locali il compito di rastrellare uomini nell'entroterra per farli diventati schiavi da esportazione. In effetti la Maison des esclaves dove venivano raccolti, venduti e spediti non è particolarmente significativa nella sua architettura, ma bisogna immaginarsela come poteva essere allora brulicante di esseri umani confusi e inconsapevoli di un orrendo destino. Al contrario il resto dell'isola è molto tranquilla e rasserenante, un...

• Raccoglitori di sale •

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Marzo 2016, lac Rose, Senegal Il lago Rosa vicino da Dakar è uno specchio d’acqua di tre chilometri quadrati circa vicino al mare e caratterizzato da una fortissima salinità di poco inferiore a quella del mar Morto: l’acqua dell’oceano entra durante l’alta marea e rimane intrappolata subendo una forte evaporazione.   La profondità dell’acqua è solo di 1,5 metri sopra uno strato altrettanto alto di sale. Il colore è dovuto a una particolare alga che riesce a vivere in questo ambiente ostile e dà questa particolare tonalità. In effetti quando ci sono stato era solo una vaga sfumatura rossiccia, mentre il bagno è stato proprio come ce lo si aspetta in questi luoghi ovvero un'immersione a braccia alzate. Tornando al sale, la particolarità è che si tratta sostanzialmente di una salina naturale, utilizzata quindi da moltissimo tempo per estrarre il prezioso elemento da vendere all'interno del paese. Essendo il costo del lavoro...

• Le ragazze dietro il muro •

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Marzo 2016, Senegal Durante questo viaggio con Avventure nel Mondo, abbiamo visitato un paio di villaggi abbastanza isolati in cui si conduce una vita povera anche se dignitosa e le modernità della città sono molto lontane e quelle del mondo più ricco arrivano solo da una televisione alimentata dall'unico pannello solare disponibile, Qui gli abitanti organizzano una specie di benvenuto riproducendo e mostrando parti della loro vita di tutti i giorni allo scopo di rendersi simpatici e gradevoli ai turisti da cui si aspettano acquisti o donazioni.   In realtà non è tutta finzione per cui la cosa è anche accettabile e interessante, non si tratta della realtà ma di una rappresentazione abbastanza verosimigliante del loro modo di vivere e delle loro abitudini.  Le donne suonano e cantano come fanno ai matrimoni, i bambini ci prendono la mano, i ragazzi chiedono il nostro nome dando il proprio, gli adulti mostrano alcuni angoli del villaggio, gli anziani esibiscono l...

• Camp du desert, Lompoul •

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Marzo 2016, Lompuol, Senegal Questa nazione si trova nella fascia subsahariana, quindi savana, niente erba nella stagione secca, ma comunque tanti alberi tra cui i famosi boabab.  Solo a nord del fiume con lo stesso nome che segna il confine settentrionale con la Mauritania, si può veramente cominciare a parlare di deserto. Curiosamente, però, in un tratto di costa atlantica, si è creato un ecosistema unico e particolare: lo chiamano deserto in quanto c'è sabbia e grandi dune che si muovono con il vento, ma anche molti alberi con vegetazione abbastanza florida. il che rende la combinazione molto curiosa. Qui ci sono diversi campi tendati per turisti ai quali viene fatta provare la sensazione del pernottamento in tenda anche se in effetti l'ambiente, come detto, è un po' forzato; in ogni caso è un bel posto, interessante proprio nella sua particolarità e comunque da visitare Noi siamo stati al  Camp du desert , con "camere" doppie e "bagno...

• Il sistema economico dei pescatori di Kayar •

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Marzo 2016, Kayar, Senegal Ci sono più di mille piroghe sulla spiaggia ad attendere il proprio turno per uscire in mare a caccia di quel poco pesce che i grandi pescherecci russi e di altre nazioni lontane pescano al largo della spiagge da Kayar.   La barca di solito è di proprietà di un capofamiglia che la gestisce insieme a parenti vari; ci sono 4-5 uomini a bordo e appena si avvicina a riva, una decina di ragazzi adeguatamente attrezzati, accorrono per prendere le ceste di pesce e portarle ai compratori, li dietro, pronti con i camion frigo.     Centinaia di donne stanno lavorando il pesce, o sono pronte a farlo, lasciandoli poi seccare al sole su una fila sterminata di graticci in condizioni di pulizia piuttosto precarie. Fin qui la descrizione oggettiva di quello che mi succede attorno, con il precario aiuto della guida e di un compagno di viaggio che parla francese.  A questo punto, inevitabilmente, viene fuori l'...

• Spiagge e conchiglie •

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Marzo 2016, spiagge dell'Atlantico, Senegal Uno dei miei soggetti preferiti dove la grafica e le forme hanno la prevalenza sul contenuto come se fossero composti manualmente da un artista astratto; delle immagini, quindi, molto particolari che forse possono risultare un po' monotone e ripetitive nel vederle, ma è sempre un grande piacere farle. Cammino con gli occhi bassi lungo la spiaggia cercando qualcosa di ordinato o armonico nel disordine naturale degli elementi portati dal mare; l'onda è l'artista che cambia in continuazione questi quadri per cui spesso bisogna cogliere l'attimo per evitare che il flusso successivo cambi la combinazione perfetta. La particolarità di queste spiagge è l'enorme quantità di conchiglie, veramente a migliaia, tutte molto simili tra loro, nelle forme e nelle dimensioni, ma proprio per questo molto coinvolgenti per il fotografo alla ricerca di immagini di una ripetitività naturale. Non stupisce, poi, che...

• Fotocamera fissa •

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Marzo 2016, Saint-Louis, Senegal La seconda città del Senegal, anzi è stata per molto tempo la capitale della colonia e punto tappa delle trasvolate atlantiche dei voli postali di una volta verso il Sudamerica, quindi luogo pieno di storia e di vita. Decidiamo di fare un giro guidato, chi a piedi e chi con un cosidetto "calesse", una specie quattroruote artigianale al traino di un povero cavallo sotto il sole; dopo i  classici  luoghi  turistici, ci portano oltre il ponte nella parte popolare, animata, commerciale, vera, densa. Ovviamente non possiamo inosservati dall'alto del nostro trabiccolo traballante e tutti ci guardano con un misto di curiosità e disinteresse; non mi piace fare fotografie esplicite in situazioni come queste, mi sembra di essere al museo, ma con quadri viventi e pensanti. Utilizzo quindi questo trucchetto: guardo in faccia le persone esprimendo un normale interesse e partecipazione, ma nello stesso tempo, tengo in mano il cellulare fiss...

• La spazzatura e i miei dubbi •

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Marzo 2016, Senegal Tra tutto ciò che di bello e interessante ho visto e vissuto in questo viaggio, purtroppo non posso trascurare di evidenziare la grande quantità di spazzatura che c'era in giro, ai bordi delle strade, nelle città, vicino alle case dei villaggi. Ovviamente possiamo considerare che la consapevolezza ecologica è spesso un lusso che solo i paesi più ricchi si possono permettere: tutto sommato noi stessi, solo fino qualche decennio fa, abbiamo basato il nostro sviluppo economico su una sostanziale indifferenza e trascuratezza dell'impatto ambientale e solo recentemente siamo diventati disposti a fare qualche sacrificio in questo senso.   Gli abitanti dei paesi del terzo mondo si potrebbero anche chiedere perché mai non possano sfruttare quel vantaggio iniziale e dovrebbero limitare subito le loro potenzialità economiche con scrupoli di questo tipo. Certo, quando vedo la guida locale che sotto i miei occhi getta palesemente per strada la lattina di coca c...